psoriasi


Gli psoriasici sono stati i primi pazienti a essere trattati con successo dalla climatoterapia al Mar Morto e dopo 20 anni ancora formano la maggioranza di coloro che vengono a cercare sollievo. La climatoterapia utilizzata in questo settore comprende una combinazione di bagni solari, immersioni nel Mar Morto e esposizione ai fattori climatici della regione.
La psoriasi è un disturbo ricorrente, che in genere dura tutta la vita, caratterizzato da zone di pelle di piccole o grandi dimensioni, ispessiti, arrossati. Le zone (“lesioni”) tendono a essere distribuite simmetricamente e nettamente disegnate. Il prurito è in genere assente o lieve, ma occasionalmente è forte. I primi segni compaiono spesso dopo la pubertà e nell’età matura, ma possono svilupparsi a ogni età.

La psoriasi non è infettiva. Nella maggior parte dei casi non è associato alcun disturbo della salute generale, ma il 5% dei pazienti ha avuto, o potrebbe sviluppare, un’artrite da lieve a grave (artrite psoriasica).
La condizione della pelle a volte è estremamente invalidante dal punto di vista estetico, sociale e funzionale. La malattia è piuttosto diffusa e colpisce l’1% - 3% della popolazione di molti Paesi (per esempio negli USA vi sono almeno 6 milioni di psoriasici). Un’elevata percentuale dei pazienti che troviamo nelle cliniche e negli ambulatori dermatologici è dovuta a tale disturbo.
La causa della psoriasi è sconosciuta, ma la possibilità di sviluppare la psoriasi sembra essere una predisposizione genetica: spesso, ma non sempre, uno o più consanguinei sono affetti da tale malattia. Tale predisposizione genetica consente ad alcuni fattori interni o esterni di scatenare cambiamenti immunologici o altri cambiamenti nell’organismo.

I cosiddetti “fattori scatenanti” possono differire da individuo a individuo e spesso non vengono mai scoperti. Essi comprendono le infezioni streptococciche, disordini ormonali o metabolici, traumi meccanici alla pelle o determinati farmaci. I fattori emotivi sembrano spesso svolgere un ruolo importante.
La pelle reagisce con un rapido aumento sia del numero delle sue cellule superficiali (cellule epidermiche) e dei suoi capillari, sia con un accumulo di cellule infiammatorie. Tali modifiche sono responsabili dei segni clinici che si vedono sulla superficie della pelle, ma anche la pelle di aspetto normale può registrare un disturbo sottocutaneo.
Qualsiasi terapia mirante a eliminare dalla superficie della pelle le lesioni psoriasiche deve rimuovere le reazioni sottostanti. Sebbene molti trattamenti per la psoriasi possano indurre una remissione parziale o completa, ancora oggi non è nota alcuna cura definitiva ed efficace.

Le terapie possono consistere in applicazioni locali alla pelle, medicazioni sistemiche (interne) o in una combinazione di entrambi. In genere vengono utilizzati unguenti contenenti catrame, solfuro o acido salicilico (antralina) derivati della vitamina D3 e forti corticosteroidi (cortisonici).
Le radiazioni ultraviolette, dei raggi solari o di una fonte artificiale, sono spesso benefiche. L’esposizione ai raggi UVB viene spesso associata al trattamento locale con prodotti al catrame (metodo Goekermann), oppure con prodotti al ditranolo (metodo Ingram).
La foto-chemioterapia “PUVA” associa l’esposizione ai raggi UVA con l’assunzione di farmaci denominati psoraleni. In numerosi trattamenti sistemici vengono utilizzati potenti farmaci che agiscono sul sistema immunitario e sui meccanismi di proliferazione cellulare.
Il trattamento di quattro settimane al Mar Morto dà risultati equiparabili a quelli ottenuti con tutte le terapie sopra descritte e inoltre presenta una serie importante di vantaggi rispetto a tutte le suddette terapie. Uno dei principali vantaggi è collegato al fatto che quei trattamenti che prevedono la somministrazione di farmaci o l’uso di potenti prodotti al “cortisone”, possono agire non solo sulla pelle, ma anche sul fegato, i reni, i tessuti cardiovascolari e i processi metabolici o compromettere lo sviluppo di un feto.

Alcuni trattamenti aumentano il rischio di tumori. Pertanto, anche se efficaci, molti di questi trattamenti non sono adatti ai bambini. Simili effetti non sono mai stati osservati con il trattamento del Mar Morto. Poiché la psoriasi in sé in genere non è associata a danni agli organi interni o alla salute in generale, si dovrebbe fare ogni sforzo per evitare trattamenti che provochino tali danni.


Routine di trattamento della psoriasi e risultati

Il trattamento del Mar Morto si basa su un progressivo aumento dell’esposizione solare, associato a bagni nel Mar Morto e all’applicazione di prodotti dolci sulla pelle: ammorbidenti, emollienti, come oli per il corpo o vaselina, pomate dolci contenenti catrame, zolfo e acido salicilico o altri ingredienti. I prodotti al cortisone non vengono usati. La routine di trattamento viene stabilita dopo una visita medica e viene controllata da un’équipe di medici e infermieri. La durata raccomandata del trattamento è di 4 settimane, sebbene periodi più brevi spesso diano risultati soddisfacenti. Nel corso degli anni numerosi articoli sul trattamento del Mar Morto sono stati pubblicati nelle riviste scientifiche. Il trattamento del Mar Morto viene citato in molti libri di testo di dermatologia.
Nella tabella che segue forniamo i risultati tipici riportati da vari autori.

-----tabella-----

Queste valutazioni sono basate prevalentemente sulla differenza nelle percentuali di zone di pelle affette dalla psoriasi prima e alla fine del trattamento. Poiché gli autori non usano sempre gli stessi termini per descrivere i gradi di remissione, questi sono leggermente diversi. Una valutazione più precisa verrà utilizzata negli studi futuri, usando uno speciale Indice di zone e di gravità della psoriasi (“PASI”), che potrà accertare anche altri fattori per la zona interessata.

Remissioni e ricadute:
La durata del periodo di remissione dopo il trattamento al Mar Morto è simile a quello dopo altri trattamenti della psoriasi.
Blick e Angster (1992) hanno registrato una remissione media di 5,5 mesi in 71 pazienti, registrata dopo il loro rientro in Germania. La maggior parte delle informazioni proviene dai pazienti stessi in occasione del loro ritorno al Mar Morto per ripetere i trattamenti. Avrach e Scherer (1978) hanno riportato una remissione media di 5,6 mesi in 674 pazienti dopo il primo ciclo di trattamenti e di 6,1 mesi in 190 pazienti dopo il secondo ciclo. Gli studiosi hanno constatato che innanzi tutto le ricadute tendono a essere meno gravi di quelle originarie e in secondo luogo che i pazienti con ricadute, nella maggior parte dei casi, rispondono bene alla ripetizione del trattamento del Mar Morto. Al contrario, con molte altre terapie, e specialmente con l’uso di potenti “cortisonici”, le ricadute non soltanto sono più gravi delle precedenti, ma a volte diventano anche resistenti al trattamento.

 

Fattori associati al successo del trattamento naturale della psoriasi al Mar Morto: il sole del Mar Morto e l’acqua del Mar Morto

I risultati positivo del trattamento naturale della psoriasi al Mar Morto possono essere dovuti a una combinazione di alcuni o tutti quei fattori già evidenziati nel parte introduttiva. Il più importante di questi sembra essere l’esposizione ai raggi ultravioletti del sole.
Un recente studio che mette a confronto i risultati del solo bagno di sole, del solo bagno in acqua del Mar Morto o di entrambi i trattamenti naturali associati, mette in evidenza un effetto notevolmente superiore rispetto al solo bagno di sole. Ciò ha fatto anche ipotizzare che il bagno nell’acqua del Mar Morto, sebbene di per sé abbia effetti minori, abbia rafforzato il trattamento a causa dei raggi del sole (Tabella 8).
La radiazione solare può agire direttamente sulla pelle o indirettamente, agendo sul sistema immunologico o altri sistemi.

-----tabella-----

In uno studio belga, i pazienti psoriasici trattati con irradiazioni artificiali UV mentre venivano sottoposti a doccia con acqua contenente il 20% di sali simili a quelli del Mar Morto, hanno registrato miglioramenti notevolmente superiori ai pazienti che venivano sottoposti a docce solo con acqua semplice. Alcuni medici hanno segnalato miglioramenti o remissioni di lesioni psoriasiche dopo una serie di bagni in acqua contenente minerali del Mar Morto in concentrazioni inferiori a quelle che si trovano nel Mar Morto e senza radiazioni.
Studi di laboratorio hanno suggerito l’ipotesi che determinati sali del Mar Morto possono ridurre la velocità di proliferazione della divisione cellulare. Si è dimostrato che l’applicazione di minerali del Mar Morto sulla pelle non affetta di pazienti psoriasici ha riportato la sua composizione chimica, gli accertamenti ai raggi x e il suo aspetto al microscopico elettronico a uno stato più normale. Pertanto è possibile che i minerali contenuti nell’acqua del Mar Morto possano avere un effetto benefico sulla malattia.

Fattori psicologici:
Durante il soggiorno dei pazienti al Mar Morto i fattori psicologici possono avere un influsso importante. Le condizioni sono molto diverse da quelle in un ospedale. I pazienti psoriasici formano un gruppo sociale che si sostiene reciprocamente.
In effetti essi formano un virtuale “Club di psoriasici”, perdono gran parte della sensazione di vergogna e disagio e sono in grado di socializzare liberamente, anche indossando gli abiti alla moda che desiderano. Recuperano le speranze, diventano ottimisti dopo aver visto che la remissione o il miglioramento è possibile senza farmaci o trattamenti che possono comportare danni collaterali, e tornano a casa con un atteggiamento positivo.

Altri fattori:
Altri fattori al Mar Morto possono contribuire agli eccellenti risultati. Tra questi vi è l’elevatissimo contenuto di bromo nell’aria – da dieci a venti volte superiore a quello di Gerusalemme. Ciò può essere in parte responsabile della sensazione di distensione e relax sperimentata dalla maggior parte dei pazienti e contribuisce a ridurre lo stress e la tensione. Se in questo svolga un ruolo anche la maggiore pressione atmosferica (che causa un contenuto di ossigeno superiore del 10% rispetto all’aria al livello del mare), ancora non lo sappiamo.


Effetti collaterali del trattamento del Mar Morto:
Il principale vantaggio del trattamento della psoriasi al Mar Morto è la pressoché totale assenza di effetti collaterali o di complicazioni, incluse le scottature e gli eritemi solari. Sebbene sia teoricamente possibile subire scottature solari, ciò generalmente non avviene nelle persone che seguono le istruzioni del trattamento, a causa dell’indebolimento delle radiazioni UVB. Una forma di “allergia solare” si verifica in zone non psoriasiche in alcuni individui, ma in genere viene rapidamente e facilmente controllata mediante l’uso di semplici lozioni allo zinco o calamina o di una crema protettiva. Alcuni pazienti predisposti possono sviluppare un’irritazione dei follicoli dei peli delle gambe, ma anche questa manifestazione è facilmente controllata.

Una considerazione importante quando si usano le radiazioni UV per sedute prolungate e ripetute è la possibilità di danni a lungo termine alla pelle che potrebbero degenerare in tumori della pelle. La radiazione solare UV indebolita presente al Mar Morto suggerirebbe che tale rischio sia inferiore qui rispetto al livello del mare o a maggiori altitudini. Nel periodo di 20 anni in cui diverse migliaia di pazienti sono stati trattati, non è stata riportata alcuna prova di sviluppo di tumori alla pelle attribuibile a questa terapia. Questo contrasta con la chiara prova di un maggiore sviluppo di tumori alla pelle nei pazienti che hanno ricevuto elevati dosi di trattamento PUVA. La dose totale di radiazioni UVB ricevute in un ciclo di trattamento di 4 settimane al Mar Morto è inferiore a quella normalmente somministrata in un ciclo di radiazioni UV con una fonte artificiale.
Campioni di biopsia della pelle di pazienti che hanno ripetuto i trattamenti al Mar Morto sono stati esaminati al normale microscopio ottico e mediante esami all’elettromicroscopio. Sebbene i risultati debbano essere considerati preliminari, non sono state trovate prove di modifiche degenerative o pre-cancerose indotte dal sole.